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La nostra storia

L’Azienda vinicola “ Cantina Marotta” ,vanta una storia che si protrae da generazioni per oltre un secolo. Sin da fine ottocento Colandrea Andrea , iniziò questa attività agricola e vitivinicola nei Campi Flegrei, principalmente nei comuni di Monte di Procida e Bacoli, nelle località di Baia e di Cuma.

l’AZIENDA

L’attività è stata poi continuata dal Figlio Ciro Colandrea edi ancora dalla figlia Colandrea Anna, che insieme al marito, noto imprenditore , Salvatore Marotta, acquistò terreni in Sessa Aurunca località Rongolise. Oggi , con la supervisione del suo figlio Ciro Marotta,l’attività viene esercitata direttamente dalle sue due figlie Anna e Cristiana Marotta. I vini vengono prodotti unicamente con uve provenienti dall’Azienda agricola condotta dalla figlia Cristiana che dispone di una tenuta , “ Tenuta Marotta” che si estende per circa 14 ettari , tutti in località Palombara di Sessa Aurunca , sulle pendici delle colline del Massico, a circa 400 ml dal livello del mare.
E’ così , che Cantina Marotta pone il suo costante riferimento, in radici di una famiglia che negli anni, ha costantemente tenuto ferma la passione e l’amore per una terra che sin dagli Aurunci è stata considerata come tra le più pregiate , sia per le sue qualità naturali, che per la sua esposizione alle brezze marine che accarezzano le dolci colline dei monti del Massico.

Descrivendo i vini dell’ impero Romano, disse:
“Non sfidare mai le Cantine del Falerno.”
Virgilio – Georgiche , Libro II

PERCHé SI CHIAMA FALERNUM

Nelle Opere da Plinio a Cicerone, da Virgilio ad Orazio, e di altri sommi poeti dell’antica Roma, si elogia la prelibatezza del vino falernum. Anche lo stesso Sillio, che fu nominato console da Nerone che amava risiedere a Baia, descrive anche la ragione per cui questo delizioso vino, era denominato: Falernum.
Infatti, la leggenda racconta che Bacco, visitò i monti del Massico e sotto mentite spoglie, si presentò come mendicante a casa di un contadino, a cui chiese un giaciglio per riposare ed un pasto perché aveva fame. Questo contadino lo ospitò, lo volle allo stesso tavolo con la sua famiglia, per consumare insieme i pasti, poi gli diede anche un letto ed indumenti. Dopo circa una settimana, questo mendicante rivelò la sua vera identità e disse a questo contadino: ”Io non sono un mendicante, ma sono Bacco, il Dio del Vino. Chiedimi tutto ciò che vuoi, io lo farò per te.” Ed il contadino rispose: “Io sono stato onorato che tu sei stato nella mia modesta casa, e tutto ciò mi basta”.
Quindi Bacco in segno di ringraziamento gli donò il suo vino. Ne seguì una robusta ubriacatura ed al risveglio, scoprì che il Dio Bacco si era allontanato e con infinito stupore, vide che l’intera montagna era stata ricoperta da frandosi vitigni e ricordò le parole di Bacco, il Dio del vino, che gli disse: “Allora trasformerò tutte queste piante in viti e questo sarà il mio vino, Il Nettare degli Dei”.
Questo contadino si chiamava: Falernum.